Lunedì siamo stati al magico mondo dell’ikea. Dopo essere entrati alle ore 12 e trenta, avere superato burroni, cascate, lingue di fuoco e billy milleteste, alle ore 17 e zerozero, siamo usciti vincenti a respirare a pieni polmoni aria e caldo di un ‘allarme afa’ fiorentino.
Sono 4 metri e 20, che in volume, scaffali-mobili-lavatrice-lavello-pensili, fanno 4 metri cubi e 91 di cucina. Ecco, anche noi adesso possediamo la nostra metratura d’ordinanza.
Ma facciamo un passo indietro.
Io la cucina ‘componibile’ mica la volevo. Già la parola, ‘componibile’ mi mette ansia. Perché, la sua rivale com’è? A-componibile? Scomponibile? Il pensiero di quella distesa di cassetti, cassettini, ante e ripiani mi metteva soggeZione. Mi pare che poi là se bruci le lenticchie (lo so… ci sarebbe stato bene se bruci l’arrosto. ma io non ho mai fatto in vita mia un arrosto, e manco penso lo farò) scatti qualche sirena…. ti vengono a prendere, ti fanno una multa, non so.
Forse ho la sindrome della casalinga imperfetta.
E tutte quelle luci (sottopensili, così li chiamano) sul bancone? Mi fanno un po’ sala operatoria, che a me già alcuni animali non è che piaccia tanto mangiarli, figurati poi…. prendi ad esempio il pollo, e sotto quelle luci lo stendi ben bene, tutto nudo e solo, senza manco una parente fuori dalla porta ad aspettare. No. Non fa per me.
E i miei piattini? E le mie scodelle? Quella miriade di piattini tutti spaiati a volte scheggiati che tengo là, a vista? Io li voglio vedere sempre, potere scegliere con calma su quale preferisco mangiare la tal cosa o la tal altra… mica farli inghiottire da uno di quei cassoni metallici che mi pare di essere all’Archivio di Stato…
Per questo vagheggiavo di mobili dell’usato presi un po’ a casaccio, un vecchio tavolo, magari un armadio della nonna, una mano di cementite e via... Ma penso sinceramente che il mio etc etc mi avrebbe lasciata andare per la mia strada.
E poi insomma, forse disordinata un po’ lo sono, magari tutti questi cassetti in cui stipare in ordine sparso tutto non sono male… considerato anche che sto molto in giro e detesto sommamente le pulizie di casa…
E quindi alla fine ho acconsentito alla cucina componibile. In cambio ho avuto l’assicurazione che avrò un posto per mettere tutti i miei piattini e le mie scodelle ben in vista. Ora cerco un bel mobile vecchio, magari con un piedino traballante, sul quale riporre i miei tesori, almeno fino a quando A. non verrà a trovarci di nuovo... :) ma questa è un’altra storia...
mercoledì 28 maggio 2008
lunedì 26 maggio 2008
Desert storm
Hanno anche sabbiato le travi in questi giorni. Le pareti della casa adesso sembrano quelle di una casupola nel deserto, dopo che una tempesta di sabbia l'ha strapazzata
ben bene...
In compenso le travi e le mezzane ne sono venute fuori benissimo... R. è entusiasta, e anche a me piacciono molto, anche se mi chiedo se, per darmi il giusto tono, non mi toccherà passeggiare per casa con una giacca da camera di tweed ed una pipa in bocca :)
La foto non è la migliore, ma mi piace molto, perchè è dell'ingresso, all'imbrunire. Il luogo non luogo, all'ora non ora.
da sotto a sù
venerdì 23 maggio 2008
Cronaca di una non cronaca
Dalla settimana scorsa nessuna cronaca. No. Nessuna foto. Manco una piccola piccola.
Come dire. Ci sono giorni possibili, altri solo immaginabili. A volte. Altri invece no. Altri invece arrivi a casa, dopo una settimana che non la vedi, e trovi un disastro. O quantomeno, forse così sembra a te.
Insomma siamo arrivati sabato scorso, e io per la prima volta sono entrata e non ho visto casa mia come sarà, con il parquet le pareti bianche e il piccolo soppalco in ingresso appena entri.
Ho visto solo un gran casino, carriole, cemento, tracce degli impianti parzialmente chiuse, travi da sabbiare, muri storti, polvere, macerie.
Insomma. E dire che ci dovrei essere abituata. In qualche modo è anche il mio lavoro. So che arrivi in cantiere e ti sembra che niente vada avanti, che tutto sia mezzo cominciato mezzo no, che non si arriverà mai a un punto. Ma nonostante questo mi sono depressa, e innervosita, e non solo io.
Insomma ce ne siamo andati in fretta, dopo solo un’oretta di giretto, mesti mesti verso casa.
Ce ne siamo andati via subito, ci siamo rimessi in macchina e ce ne siamo tornati in Padania, senza neanche andare a mangiare la pizza che ci piace, in quel posto là, nella piazza, tutto verde acqua anni ’60 dove paghi due pizze come fosse una.
Non avevamo voglia, per quel fine settimana di essere quel ryo e quella vica lì, quelli che hanno una casa che più che in via di ristrutturazione sembrava in via di demolizione.
Come dire. Ci sono giorni possibili, altri solo immaginabili. A volte. Altri invece no. Altri invece arrivi a casa, dopo una settimana che non la vedi, e trovi un disastro. O quantomeno, forse così sembra a te.
Insomma siamo arrivati sabato scorso, e io per la prima volta sono entrata e non ho visto casa mia come sarà, con il parquet le pareti bianche e il piccolo soppalco in ingresso appena entri.
Ho visto solo un gran casino, carriole, cemento, tracce degli impianti parzialmente chiuse, travi da sabbiare, muri storti, polvere, macerie.
Insomma. E dire che ci dovrei essere abituata. In qualche modo è anche il mio lavoro. So che arrivi in cantiere e ti sembra che niente vada avanti, che tutto sia mezzo cominciato mezzo no, che non si arriverà mai a un punto. Ma nonostante questo mi sono depressa, e innervosita, e non solo io.
Insomma ce ne siamo andati in fretta, dopo solo un’oretta di giretto, mesti mesti verso casa.
Ce ne siamo andati via subito, ci siamo rimessi in macchina e ce ne siamo tornati in Padania, senza neanche andare a mangiare la pizza che ci piace, in quel posto là, nella piazza, tutto verde acqua anni ’60 dove paghi due pizze come fosse una.
Non avevamo voglia, per quel fine settimana di essere quel ryo e quella vica lì, quelli che hanno una casa che più che in via di ristrutturazione sembrava in via di demolizione.
martedì 13 maggio 2008
Tentacoli
Gargarozzi
Da queste parti si sente l’esigenza di un post tecnico. A me la parola tecnico mi sta un po’ antipatica, mi ricorda i governi tecnici, tecnici, tecnici, come a dire che erano meglio degli altri e poi alla fine si scopriva che erano solo la somma di tante maniere autistiche di vedere il mondo, senza un’idea, un obiettivo, un sol dell’avvenir.
Comunque.
Hanno messo i due architravi per l’apertura ingresso-ripostiglio. Il progetto strutturale parlava di una longherina doppio-T profilo HEA di altezza 10 e spessore di conseguenza. Queste invece sono prefabbricate, laterizio con barre di ferro e cemento.
Stanno finendo di stendere i corrugati per l’impianto elettrico e di riscaldamento. Se non fosse un post così tecnico vi potrei raccontare che qui a Livorno li chiamano gargarozzi e la cosa mi ha fatto molto ridere specie per come pronunciano la parola gli operai albanesi che abbiamo a casa.
Ma è un post tecnico.
E quindi vi racconto che alla fine abbiamo deciso di non stendere una guaina impermeabilizzante tra la prima parte del massetto strutturale e la seconda che ci apprestiamo a gettare. Sarà sempre un massetto alleggerito di tipo tradizionale in cucina e nei due bagni, dove sopra verranno le piastrelle. Abbiamo invece deciso di utilizzare un prodotto alleggerito ma a presa rapida per tutto il resto del fondo, così da poter avere rapidamente l’umidità giusta per posare il parquet. Sono circa 4mc. L’impresa dice che con i soldi ci sta dentro; sappiatelo se in futuro avrete voglia/bisogno di utilizzare un prodotto del genere.
Comunque.
Hanno messo i due architravi per l’apertura ingresso-ripostiglio. Il progetto strutturale parlava di una longherina doppio-T profilo HEA di altezza 10 e spessore di conseguenza. Queste invece sono prefabbricate, laterizio con barre di ferro e cemento.
Stanno finendo di stendere i corrugati per l’impianto elettrico e di riscaldamento. Se non fosse un post così tecnico vi potrei raccontare che qui a Livorno li chiamano gargarozzi e la cosa mi ha fatto molto ridere specie per come pronunciano la parola gli operai albanesi che abbiamo a casa.
Ma è un post tecnico.
E quindi vi racconto che alla fine abbiamo deciso di non stendere una guaina impermeabilizzante tra la prima parte del massetto strutturale e la seconda che ci apprestiamo a gettare. Sarà sempre un massetto alleggerito di tipo tradizionale in cucina e nei due bagni, dove sopra verranno le piastrelle. Abbiamo invece deciso di utilizzare un prodotto alleggerito ma a presa rapida per tutto il resto del fondo, così da poter avere rapidamente l’umidità giusta per posare il parquet. Sono circa 4mc. L’impresa dice che con i soldi ci sta dentro; sappiatelo se in futuro avrete voglia/bisogno di utilizzare un prodotto del genere.
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