lunedì 8 settembre 2008

casalinghitudine

pavimenti a scacchi con mattonelle bianche e nere.
tenete bene a mente: se qualcosa di veramente macchiante e indelebile e mai più toglibile manco se vi mettete carponi con lo straccetto in mano, ecco, se una cosa del genere deve cadere sul pavimento, sappiate che, fra una mattonella bianca ed una nera, preferirà sempre cadere sulla bianca.
è così. è una legge della vita. dato tale assioma i più accorti di voi, se volessero aiutare il fato, o portarsi avanti con il lavoro, potrebbero allora scegliere già dal principio un bel pavimento a scacchi con mattonelle nere e nere.
così faro io nella mia prossima vita, quando mi dedicherò alla prossima ristrutturazione.

le vite degli altri

questo è l'aspiratore del bagno piccolo. necessario visto che il suddetto è senza finestra.
che per metterlo abbiamo discusso varie volte con f., che faceva finta di dimenticarlo, e poi lo ha messo passando per praticamente tutte le stanze della casa. giuro. tutte.

insomma l'altra sera entro in bagno, e sento un brusio. era lui. l'aspiratore. ché lui mica lui lo sa in che direzione deve aspirare. così, se è acceso, aspira le puzzacce del bagno fuori di casa. se invece è spento, aspira i rumori di fuori di casa verso il bagno.

e siccome noi sotto casa abbiamo un ristorante, l'altra sera in bagno sembrava di essere là sotto, seduti a tavola, fra rumore di posate, chiacchere e risate.

potrebbe essere un oggettino da brevettare, magari per anziane signore che si sentono un pò sole.

domenica 7 settembre 2008

la cacciata dall'eden


stamane di buon'ora, si fa per dire, ci siamo incamminati verso il mare.


dopo una breve riflessione nonchè ricognizione meteomarina (c'è vento e a calignaia niente bagno, andiamo a tirrenia, si ma è domenica è c'è casino, ma dai è il sette settembre, andiamo...) ci siamo quindi avviati lemme lemme verso tirrenia, potendo ammirare nel tragitto le belle costruzioni di calambrone.


arrivati dove avevamo deciso di andare, entriamo quindi dall'ingresso del tautologico lido bagni lido, e svoltiamo a destra alla ricerca della spiaggia libera.


arrivati in spiaggia il tempo è nuvoloso, molto nuvoloso. scegliamo un posticino, ci mettiamo là, no lì, ma dai va bene qui e cominciamo il rito. telodamare (che i più chiamano asciugamano ma da noi in sicilia si chiama tovaglia), steso, via scarpe, vestito, fuori il giornale che bramo leggere da mò, da quando cioè r. stamane è sceso a comprarlo.


raccomando a r., memori anche dell'esperienza dell'altroieri, di spalmarsi abbondante crema. e mentre lui comincia, si avvicina un dicasi bagnino, maglietta rossa abbronzatura d'ordinanza. comincia a parlare, ma io sono distratta dalla collana di tatuaggi che si intravede dalla canottiera. al tatuaggio non vi è mai fine, penso. un tatuaggio, del resto, ormai non si nega a nessuno.



ci chiede se abbiamo il pass. che pass? quello del campeggio, ché la spiaggia è del lido (lido sanmiscel), e solo agli ospiti del suddetto - campeggio - è permesso di poggiare il loro campeggioso culo sulla santa sabbia di proprietà del lido stesso. e che se vogliamo usufruire dello stesso privilegio dobbiamo tirare fuori 5 euro a testa.


ora, a parte che non si tratta di proprietà ma dicasi concessione. a parte che se ti giri intorno caro il mio collanato bagnino ti accorgerai che nel tuo lido ci sono n. 3 persone, contro n. 3cento ombrelloni chiusi. a parte che se poi alzi la capoccia ti renderai conto che sta venendo a piovere. a parte che oggi comunque è il sette settembre, SETTE SETTEMBRE, e non vorrei dire ma la tua stagione mi sembra abbastanza finita.



a parte tutto questo io 10 euro mica sono sicura di averli. cioè magari si, ma insomma, mica mi metto a cercarli per poi non trovarli qui davanti a te.


ci guardiamo un attimo con r., il dado è tratto: se cacciata deve essere cacciata sia.


così ci siamo ri-vestiti, ri-caricati tutto il necessaire, e dopo breve riflessione abbiamo virato verso marina di pisa, località molto più popolare, e quindi più adatta a noi, cacciati dall'edensanmiscel. anzi a quel punto ce ne siamo andati al bar, dove i 10 euro li abbiamo utilmente spesi in due birre piccole e una mezza piadina al formaggio e prosciutto a testa. alla fine delle quali - birre, i mean - eravamo completamente ubriachi, lo so siamo indegni, e per festeggiare allora abbiamo preso un'altra birra piccola e un'altra piadina.


così dopo avere santificato ben bene la festa ce ne siamo tornati verso casa con un'immensa voglia di pollo arrosto, e siccome siamo due ragazzi molto fortunati abbiamo anche trovato una polleria aperta, dove una sorridente matrona labronica ci ha incartato pollo arrosto e panzanella.


così siamo arrivati a casa per finire di mangiare, e poi dormire come si deve.



e siccome la morale serve sempre io oggi vi dico non andate mai al lido sanmiscel, viva il bar di marina di pisa e le matrone che alle due sono ancora aperte per fornire polli e panzanella a poveri viandanti come noi.


ah! dimenticavo: se per caso ce ne fosse bisogno, questa è la conferma che la cacciata dall'eden è stata una gran cosa :-)


sabato 6 settembre 2008

H lignaja

dopo aver aiutato j, ir su fratello, ir su omo l e l'amico c (credo, tanto per di' già mi sono dimenticato il nome del fratello di j, mi perdonerà, mi sta pure siNpatico) a rovinare un po' di mobili enormi cercando di portarli in casa, siamo tornati a casa a prendere i costumi e siamo usciti di nuovo.


andando verso sud, lungo l'aurelia, mare a destra ovviamente, passando davanti a questo polito invito a comportarsi in modo civicamente accettabile:



si scende, si scende, e poi si arriva qui:



scoglio, scoglio, scoglio; sotto il ponte invece una spiaggetta, di sassi, ma spiaggetta.

il mare era troppo mosso per fare il bagno, quindi ne ho approfittato per diventare color rosso mattone peperonato della serie "tanto è il 5 settembre figurati se mi scotto non servirà neanche la crema". m.

il posto, preferito di l, è davvero bellissimo, anche se a me dà un po' noja averci il ponte lì vicino; è anche bello, sotto, da guardare, ma mi fa un po' koyaanisqatsi (la scena di quelli che prendono il sole accanto alla centrale nucleare). ho detto un po', eh...

venerdì 5 settembre 2008

nulla, de!

in questi giorni ci ritroviamo sovente ad avere bisogno di diciamo 'prestazioni speciali', cose che esulano un pò dal semplice supermercato, o giornalaio, o panificio. e così ci ritroviamo come in una caccia al tesoro a cercare di capire come trovare cosa ci serve.
ieri per esempio ci serviva di tagliare una barra di acciaio per fare un comodo appendiabiti. così r. è sceso dal tipo che fa le chiavi sotto casa (su di lui e sulla sua famiglia scriveremo poi a parte, perchè veramente meritano un capitoletto) e gli ha chiesto se ce lo poteva fare lui. detto fatto.
oggi invece ci serviva di montare la nuova targa - quella che ci permette di andare in due - sullo scarabeo, così siamo andati due vie più in là, dove c'è una concessionaria della piaggio, ove un gentile ragazzo ci ha fornito portatarga, rivetti (?) ed alla fine si è offerto lui di montarci la targa.
in entrambi i casi alla fine del lavoro r. ha chiesto "quanto ti devo?", ed in entrambi i casi si è sentito rispondere "nulla, de!". risposta data con fare imbarazzato frammisto scocciato della serie ma cosa ti pensi te che io ti faccio pagare le stronzate sono un lavoratore serio io.

scusaci signore delle chiavi sotto casa, scusaci gentile ragazzo della piaggio, la colpa è nostra, ma veniamo da una città, noi, dove per gonfiarti una ruota di una bicicletta ti chiedono un euro.

vedremo di metterci in riga al più presto.

giovedì 4 settembre 2008

ordine e felicità

sono (r) sicuramente la cosa più lontana da un esperto di storia, ma che dico esperto, diciamo anche un qualsiasi studentello delle elementari col grembiule nero e il fiocco rosso (uno di quinta, insomma); né tampoco sono uno che si sia mai lontanamente occupato di lapidi, iscrizioni, epigrafi. ma peraltro non ho nemmeno sedici anni. 
be', da che sono nato, è la prima volta che mi casca l'occhio su una iscrizione "contro". la leggo stasera qui a livorno, in piazza della repubblica - mentre lotto contro il vento che cerca voracemente di mangiarmi il gelato popolare - una piazza che in realtà è un ponte di 220 metri sul fosso reale.

martedì 2 settembre 2008

berlino


da queste parti si respira voglia di vacanza. intendiamoci, ufficialmente saremmo in vacanza, io non vado in ufficio e r. fa il minimo sindacale. e poi ogni sera abbiamo qualcuno a cena, ma di questo parleremo un'altra volta.

ma anche se la vacanza è ufficiale, e io mi districo fra letto, libro, tivvù e passeggiatine facendo cose su e giù per la casa, la voglia di vacanza si sente.

me ne sono accorta grazie all'oggetto in foto, detto vassoietto. ce l'ha regalato la nostra amica b., che vive a berlino, ce lo ha spedito per la precisione. ecco, ogni volta che lo guardiamo, e accade spesso visto che sta in cucina vicino al lavello, sospiriamo "come vorrei andare a berlino..." e ricordiamo la vacanza dell'anno scorso, quando siamo stati 5 giorni a berlino, ospiti proprio di b.

che poi a volere essere precisi, è stata una vacanza un pò sui generis, ché causa un mio disturbo - terribile colite nervosa dovuta a stress - abbiamo veramente fatto pochissimo a parte passeggiare, mangiare e visitare farmacie ove parlassero inglese male come noi alla ricerca di miracolose medicine.

insomma di questi 5 giorni passati principalmente a letto, a casa di b. che da vera ed organizzatissima tedesca guardava inorridita la nostra indolenza, noi abbiamo un ricordo celestiale. berlino poi è abbastanza straniera da farti sentire in vacanza ma abbastanza familiare da farti sentire a casa.

così ogni volta che pensiamo alla vera vacanza, finiamo per evocare berlino. preparati b., che a primavera torniamo.


p.s. per inciso, dopo quella colite, ho deciso definitivamente di cambiare lavoro, città, e, spero un pò anche vita.